L’Europa comincia a pensare alla robotica

Karel Capek nella sua famosa opera di teatro “R.UR.” (Robot Universal Rossum) nel 1921 li aveva definiti “persone artificiali”.

Ora il Parlamento europeo chiede ufficialmente alla Commissione di Bruxelles di regolamentare il settore della robotica e dell’intelligenza artificiale e pensa di votare la prima legge al mondo che consideri i robot come delle “persone elettroniche”. Al momento, si tratta più di considerazioni sulla responsabilità giuridica, ma la risoluzione approvata con 396 voti a favore, 123 voti contrari e 85 astensioni, tende a porre alcuni paletti in un settore in forte evoluzione, che rischia però di creare problemi a livello etico e di avere un impatto sul mondo del lavoro.

L’aspetto più importante della relazione europea, riguarda il tentativo di inquadrare i robot (intesi come “macchine fisiche” dotate di un certo grado di autonomia attraverso sensori o interconnessione, capaci di adattarsi all’ambiente circostante e tendenzialmente capaci di apprendere) in un contesto di responsabilità e di doveri legali, e dunque alla possibilità di creare un nuovo status giuridico di ‘persona elettronica’ che si attaglia alle macchine intelligenti. Questo status giuridico sarebbe più simile a quello che oggi hanno le aziende piuttosto che a quello degli esseri umani, ma sarebbe comunque un passo eccezionale verso il riconoscimento dei robot come esseri senzienti“. (Eugenio Cau, Il Foglio).

I deputati sottolineano l’importanza di una disciplina europea nel campo della robotica volta a chiarire alcune questioni di responsabilità, vedi ad esempio le auto senza conducenti, e per richiedere un regime di assicurazione obbligatoria come garanzia per le vittime di eventuali incidenti. Una normativa consentirebbe di sfruttare appieno il potenziale economico del settore garantendo un livello standard di sicurezza e protezione. “Sono già tanti i Paesi che hanno previsto standard normativi per i robot e ora spetta all’UE prendere l’iniziativa su come impostare questi standard, in modo da non essere costretti a seguire quelli eventualmente stabiliti da Paesi terzi”, concordano i deputati UE.

L’impatto sul mercato del lavoro e le questioni etiche

Gli eurodeputati hanno invitato la Commissione di Bruxelles a monitorare gli sviluppi nel mercato del lavoro al fine di rilevare gli eventuali pericoli derivanti dall’impatto dei robot sull’occupazione: il crescente sviluppo dei robot potrebbe comportare cambiamenti nel mercato del lavoro attraverso la creazione, lo spostamento e la perdita di posti di lavoro. Facendo riferimento alle questioni etiche, hanno proposto l’adozione di un codice di condotta volontario sulla robotica rivolto a ricercatori e progettisti al fine di garantire il rispetto della dignità umana.
Inoltre hanno avanzato la proposta della creazione di un’Agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale, al fine di dotare le autorità pubbliche di competenze tecniche, etiche e normative. La Commissione non sarà obbligata a seguire le raccomandazioni del Parlamento, ma in caso di rifiuto dovrà indicarne i motivi.

Il contesto

Secondo i dati elaborati dalla Federation of Robotics, le vendite di robot sono aumentate in media del 17% all’anno tra il 2010 e il 2014 e del 29% in tutto il mondo nel solo 2014.

Secondo i dati della Federation of Robotics, le vendite di robot sono aumentate in media del 17 per cento all’anno tra il 2010 e il 2014 e del 29 per cento in tutto il mondo nel solo 2014.

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