Realtà aumentata: ambienti virtuali “Spaces” anche su Facebook

Durante l’evento F8 dedicato agli sviluppatori ed organizzato dal colosso Menlo Park tenutosi a San Josè in California, lo scorso 18 aprile, Mark Zuckerberg ha annunciato diverse novità relazionate alla realtà aumentata la quale farà capolino nella fotocamera in-app di Facebook, e sarà al centro di “Spaces”, ambienti virtuali in stile Second Life.

La “Facebook Spaces”, sarà la prima app di realtà aumentata della creatura di Zuckerberg.

Durante il suo intervento ha spiegato che la realtà aumentata (inclusione di oggetti tridimensionali nella realtà vista tramite un supporto indossabile), più ancora della stessa realtà virtuale, rappresenterà un fenomeno mainstream, come dimostrato dal successo di giochi in stile Pokemon Go, e come visto dai filtri interattivi di Snapchat.

Il progetto relazionato a Facebook vedrà l’introduzione di questo tipo di realtà digitale all’interno della fotocamera in-app del social: verrà arricchita di filtri per facce ed oggetti, in grado di rimanere pinnati su questi ultimi anche col cambio delle inquadrature; su altri oggetti sarà possibile inserire delle personalizzazioni 3D, come ad esempio dei post-it digitali visualizzati sul frigo di casa. Per quanto riguarda i video, ricorrendo alla fotocamera dell’app, e dello smartphone, sarà possibile visualizzare delle scritte 3D galleggianti nel corso dei filmati.

Ma la vera novità in tema di realtà aumentata riguarderà “Spaces”, ambiente in stile Second Life, annunciato da Zuckerberg allo scorso F8: lo sviluppo è ormai avanzato (pari all’1%) ed il progetto è stato appena rilasciato in beta (tramite store) per gli sviluppatori in possesso dell’apposito kit per Oculus Rift.

Si tratta di ambienti virtuali generati non random, sulla base di quanto condiviso socialmente dagli utenti; gli interlocutori saranno degli avatar che avranno una somiglianza reale in quanto possono attingere alle vere foto profilo, e nel contempo saranno personalizzabili ricorrendo ad accessori virtuali.

Sono diverse le cose che al momento è possibile fare in Spaces. Gli avatar possono chiacchierare, effettuare telefonate virtuali in quadri “pop-up” (in tandem con le videochiamate di Messenger) con utenti esterni, condividere foto e video, visionarli in lungo e in largo, grazie al formato a 360°, e disegnare. In un futuro prossimo grazie al ricorso ad opportuni supporti, gli utenti avranno la possibilità di inviare direttamente i loro pensieri agli interlocutori che, debitamente equipaggiati, potranno vederli sul momento.

Intanto però, al mondo parallelo di Spaces, gestito tramite lo smartphone, si potrà accedere con “i vecchi” e consueti visori VR (considerato che gli occhiali, in stile Google Glasses, o Snap Spectacles, si sono rivelati ritenuti un flop.