Riforma delle Pensioni, Quota 100 e Quota 41: tutto quel che c’è da sapere

Il governo giallo-verde guidato da Salvini e Di Maio è al lavoro per riformare sostanzialmente gran parte delle leggi che regolano l’Italia e in queste settimane è cominciata a delinearsi anche la riforma delle pensioni: addio Quota 41, benvenuta Quota 100. Ma cosa ne sarà dei lavoratori precoci?

La Quota 100, nelle intenzioni del governo, permetterà a chiunque abbia raggiunto almeno 62 anni di età e 38 di contributi di andare in pensione con anticipo, senza subire penalizzazioni sull’assegno. E il governo ha promesso alle lavoratrici donne che si farà anche Opzione Donna. Tuttavia resta un nodo da sciogliere: cosa ne sarà della Quota 41, che è il grande cavallo di battaglia dei lavoratori precoci?

Il nuovo governo, con la prossima Legge di Bilancio, garantirà a tutti la possibilità, oggi assai ridotta, di andare in pensione a 41 anni di contributi versati, al di là dell’età anagrafica, senza penalizzazioni? Questo è quel che ci si aspetta. Ma la certezza, oramai, sembra essere la Quota 100: mentre si attende l’ufficialità, cominciano a trapelare i primi dettagli. Infatti sembra che la prossima riforma delle pensioni, la prima del governo grillino-leghista, punterà tutto sulla Quota 100: tassativo dovrebbe essere il limite di 38 anni di contributi regolarmente versati. Prima dei sessantadue anni di età comunque non si potrà usufruire della misura, e gli anni di contributo, tassativamente, non dovranno andare al di sotto dei 38 anni. Cosa succede se si hanno 63 anni di età, con 37 anni di contributi versati? La somma fa 100 ma ugualmente non si potrà andare in pensione senza aver adempito correttamente al versamento dei contribuiti previsti a norma di legge. Un paletto, un blocco ma la buona notizia è che sull’assegno pensionistico non vi saranno né penalizzazioni né detrazioni.

Non tutti i lavoratori sono soddisfatti dalla Quota 100, in particolare quanti hanno cominciato a lavorare già in giovane età e si trovano oggi con più di 38 anni di contributi versati, ma senza la possibilità di andare in pensione per via del mancato raggiungimento dell’età minima richiesta. Parliamo sempre dei lavoratori precoci, quelli della famosa Quota 41, ma il Governo, su questo, non si è ancora espresso. Salvini ha sì aperto ai precoci ma dall’altro le energie sembrano essere concentrate su altri fronti. Si potrebbe ipotizzare di una introduzione della misura per il prossimo anno: diventerebbe così una Quota 42. Maggiori chiarimenti si attendono per le prossime settimane, quando potrebbe essere deciso il futuro di milioni di precari.

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